A breve distanza dalla Piazza d’Armi, scaturisce in un podere detto del “Vigna” una Sorgente d’acqua minerale purgativa, che venne chiamata della Salute, e che non ha nulla da invidiare alle rinomate acque di Montecatini.
Il cammino riprende da dove ci eravamo fermati nella tappa scorsa, ossia nei pressi dell’attuale stazione ferroviaria, non ancora costruita all’epoca del nostro itinerario storico. Per completare la digressione sui luoghi d’interesse al di fuori del centro cittadino, la nostra guida ci conduce presso alcune sorgenti di acque benefiche, che sicuramente un forestiero che si fosse trovato a visitare Livorno non si sarebbe voluto perdere.
L’acqua della Salute
Generalmente a Livorno sentiamo parlare di “Acque della Salute“, al plurale, in riferimento al noto stabilimento termale – purtroppo da decenni allo stato di abbandono – che tutti possiamo ammirare arrivando in città da nord. Lo stabilimento termale fu inaugurato nel 1904 e tre anni più tardi fu accompagnato dall’Hotel Corallo, l’imponente edificio che ancora vediamo al suo fianco (sebbene la sua funzione sia variata, ospitando oggi degli uffici). Tale fu il successo delle terme della nostra città (che si aggiudicò l’appellativo di “Montecatini al mare”), da influenzare anche l’ubicazione della nuova stazione ferroviaria, completata nel 1911 e ancora oggi in uso.

Al tempo della nostra guida, però, lo stabilimento non esisteva ancora, ma sarebbe stato costruito solo pochi anni più tardi. Il nostro accompagnatore allora parla di “Acqua della Salute“, al singolare, riferendosi alla sorgente d’acqua che portava questo nome e che poi fu chiamata “Sovrana“. Essa fu scoperta per caso nel 1854, quando furono scavati alcuni pozzi nell’area alla ricerca di acqua potabile, che in quel momento scarseggiava. Inizialmente questa sorgente fu abbandonata, poiché l’acqua risultava salata al gusto; tuttavia il sacerdote Giuseppe Pini, probabilmente intuendone le proprietà, la fece analizzare, scoprendo così che era ricca di iodio e cloruro di sodio, per cui particolarmente indicata per la cura di piaghe. Fu proprio il Pini che nel 1856 fece costruire a copertura del serbatoio il padiglione ottagonale con annessa targa commemorativa di cui ci parla anche la nostra guida. Di seguito il testo della targa:
SCORRENTE PER TRAMITE OCCULTO
QUEST’ACQUA SORGIVA
BAGNÒ PER SECOLI INUTILMENTE SOTTERRA
LIMO VILE INFECONDO
CURIOSITÀ INDUSTRE COMMISE OGGI ALLA SCIENZA
RILEVARNE I PRINCIPII E L’USO BENEFICO
ONDE MERITAMENTE SI NOMA
ACQUA DELLA SALUTE
ED ECCO SOPRA LA ZOLLA DESERTA
NON INVANO AUGURATO ALL’UTILE PUBBLICO
UN SORRISO DELL’ARTE
Successivamente nella zona furono scoperte altre sorgenti di acque con diverse composizioni chimiche, utilizzate quindi per cure diverse: Corallo, Corsia, Preziosa, Vittoria. Fu in questo momento che il complesso delle fonti fu chiamato “Acque della Salute”; il vecchio padiglione ottagonale voluto dal Pini sarebbe dunque diventato, a distanza di circa mezzo secolo dalla sua costruzione, il primo nucleo del nuovo stabilimento termale. Ancora oggi possiamo individuare il padiglione completo della sua targa: così bene inglobato nel complesso della struttura, da celare alla prima occhiata che in realtà si tratta di un elemento preesistente.

La Puzzolente

Percorrendo “la strada delle vecchie condutture che portavano l’acqua a Livorno”, giungiamo quindi presso i Bagni della Puzzolente, a circa quattro chilometri dall’abitato. Come ci ricorda la nostra guida, il primo a parlare di questa sorgente fu il naturalista Giovanni Targioni Tozzetti (1712-83), cui risale anche la curiosa denominazione dovuta all’odore sulfureo che emanavano queste acque. Lo studio vero e proprio delle proprietà benefiche di queste acque risale però al 1828, quando i proprietari della tenuta del Limone, su cui si trovava la sorgente, le fecero analizzare dal chimico Antonio Targioni Tozzetti, nipote di Giovanni. Ci si rese conto allora che queste acque erano particolarmente adatte alla cura di alcune patologie dell’epidermide e che possedevano proprietà depurative: nei giorni festivi pare che i Livornesi si riversassero presso la tenuta per usufruirne.

Finalmente, nel 1843 i fratelli Bartolommei, nuovi proprietari dell’area, diedero l’incarico a Pasquale Poccianti di costruirvi uno stabilimento termale e una villa. I lavori si conclusero già l’anno successivo, ma pare che il Poccianti sia stato impegnato sul luogo per nuovi lavori tra il 1854 e il 1856, a seguito di un terremoto che aveva danneggiato in parte la struttura. Fra le particolarità di essa, si ricorda il moderno sistema di riscaldamento delle acque. Nel trentennio successivo le terme attraversarono un periodo di grande successo (solo nel 1876 si registrò un’affluenza di quasi diecimila persone). Nonostante ciò, in seguito la fama dello stabilimento andò calando, fino ad arrivare alla definitiva chiusura nel 1897:
I bagni sulfurei della Puzzolente sono miracolosi, specialmente per certe malattie cutanee, e pure, tanta è l’incuria e l’apatia de’ livornesi, da circa quattro anni lo stabilimento è chiuso, e le acque scorrono abbandonate lungo i fossati!
Negli anni immediatamente successivi alla chiusura dello stabilimento, sembra tuttavia che la zona fosse ancora mèta di alcuni livornesi intenzionati a sfruttare le proprietà benefiche delle acque. Oggi purtroppo le acque risultano non più potabili e si sono unite al triste destino di abbandono della struttura termale.
Giunti a questo punto, la nostra guida ci esorta a tornare sui nostri passi per riavvicinarci al centro cittadino:
(…) non sarà difficile, giunti alla Barriera Vittorio Emanuele, trovare un omnibus che, con dieci centesimi ci porti in Piazza Vittorio Emanuele.
Prima di imboccare l’allora omonima strada (oggi Via Grande) per arrivare a destinazione, la nostra guida ci fa soffermare brevemente di nuovo in Piazza Carlo Alberto (attuale Piazza della Repubblica) per farci notare due edifici: il Palazzo Rosselli, non più esistente e che avevamo già incontrato in una precedente tappa, e l’edificio dove nacque e visse il patriota Vincenzo Malenchini, colui “che nel 1859, con Ubaldino Peruzzi e Alessandro Danzini, costituì il Governo provvisorio toscano”. Ancora oggi possiamo vedere la lapide commemorativa di questo concittadino illustre.

Per approfondire
BOSSAGLIA Rossana, a cura di, Stile e struttura delle città termali, Bergamo, Nuovo istituto italiano d’arti grafiche, 1984.
COMUNE DI BIBBIENA. AZIENDA AUTONOMA DI SOGGIORNO E TURISMO, Pasquale Poccianti architetto 1774-1858. Studi e ricerche nel secondo centenario della nascita. Bibbiena, Palazzo comunale, 21 dicembre 1974, Firenze, Centro Di, 1974.
DI CAPUA Leonardo, Le Acque della Salute. A Livorno una splendida struttura liberty in stato di abbandono, in “Bollettino Consiag”, 1998, p. 21-22.
MARCHI Vittorio, Guida storica ed artistica di Livorno e dintorni in 17 itinerari, Livorno, Ente Provinciale per il turismo, 1981.
MATTEONI Dario, Pasquale Poccianti e l’acquedotto di Livorno, Bari, Laterza, 1992.
NUDI Maria, Puzzolente, cent’anni dopo. Un secolo fa chiudevano le terme più famose dell’Ottocento, in “Rassegna stampa de La Nazione”, 22 gennaio 1997.


