Su e giù per Livorno, TAPPA 14. Bottini dell’Olio e Forte S. Pietro – Chiese di Crocetta e S. Anna – Piaggione de’ Grani

Da Piazza Giordano Bruno, dagli Scali del Refugio e dagli Scali delle Fontine, si giunge agli Scali dei Bottini dell’Olio, ove si erge una grande fabbrica che nel 1705 fece costruire Cosimo III dei Medici, poi accresciuta nel 1731 da Gian Gastone, su disegno di G. B. Foggini.

Ripartiamo da Piazza dei Domenicani per procedere lungo gli Scali del Refugio e giungere ai Bottini dell’Olio, prima fermata della nostra tappa. Esploreremo i dintorni di questa parte del quartiere Venezia, alla scoperta di alcuni luoghi d’interesse perduti e di altri fortunatamente visitabili ancora oggi.

Bottini dell’Olio e Forte S. Pietro

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I Bottini dell’Olio in una stampa settecentesca conservata al Museo della Città.

Il complesso settecentesco dei Bottini dell’Olio, come suggerisce il nome, era stato costruito con lo scopo di conservare i carichi di olio dei mercanti livornesi, dietro compenso all’amministrazione (una sorta di vero e proprio noleggio degli spazi).

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Targa di un serbatoio visibile presso il Museo della Città.

La merce era depositata in appositi serbatoi cubici – muniti di targhe identificative – posti, in parte interrati, lungo il perimetro dell’ampio magazzino voltato; queste vasche furono rivestite di lavagna durante l’ampliamento operato nel 1731 sotto il granduca Gian Gastone, ricordato in una lapide visibile lungo la Via dei Bottini dell’Olio.

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Verso la fine dell’Ottocento il deposito perse la sua funzione originaria, poiché i mercanti disponevano ormai per la maggior parte di locali propri per la conservazione dell’olio; le pareti esterne delle cisterne furono in parte abbattute (se ne conservano però ancora oggi alcuni esempi) per ottimizzare lo spazio per il deposito di altre merci. Danneggiato durante il secondo conflitto mondiale, il complesso subì un primo restauro negli anni Ottanta, diventando poi sede di una sezione della Biblioteca Labronica. Dal 2013 sono stati avviati nuovi lavori che hanno portato nel dicembre 2017 alla riapertura della Biblioteca e, poco tempo dopo, all’inaugurazione del nuovo Museo della Città.

Sul retro dei Bottini dell’Olio, lungo l’omonima Via, sorgeva il Forte San Pietro, parte della fortficazione cittadina costruita a partire dal 1682 a protezione del quartiere della Venezia Nuova; nel corso dell’Ottocento esso fu progressivamente dismesso:

Oggi il vecchio Forte è un deposito di Legname!

Le Chiese di Crocetta e di S. Anna

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In Piazza del Luogo Pio diamo le spalle ai Bottini dell’Olio, per trovarci di fronte alla chiesa di San Ferdinando, detta anche “Crocetta”. Costruita a partire dal 1708 su progetto di G. B. Foggini (1652-1725), essa cela al suo interno una ricchezza di ornamenti difficilmente immaginabile osservandola dall’esterno. Invitandovi a visitarla, ci limiteremo qui a ricordare le opere di Giovanni Baratta (1670-1747) e in particolare il gruppo scultoreo degli Schiavi liberati, presso l’altare maggiore. Per un’analisi più approfondita, vi rimandiamo al nostro articolo dedicato.

Prima di procedere oltre, il nostro accompagnatore ci ricorda brevemente la presenza nella stessa Piazza del Luogo Pio della chiesa di Sant’Anna, non più esistente: edificata nel 1631, a seguito della nota ondata di peste, essa si trovava accanto a San Ferdinando, in fondo all’attuale strada omonima; si trattava della chiesa utilizzata dalla corte granducale durante i suoi soggiorni a Livorno. Essa divenne sede della congregazione della Natività della Madonna e di S. Anna, soppressa poi da Pietro Leopoldo nel 1785: a seguito di ciò, Sant’Anna venne chiusa, per poi riaprire cinque anni dopo su pressione della popolazione. Da tempo danneggiata, venne chiusa al culto a partire dal 1862; nel 1905, dunque pochi anni dopo la pubblicazione della nostra guida, la chiesa fu demolita nell’ambito del risanamento dell’area, fatto che non ci stupisce se leggiamo le poche parole che il nostro accompagnatore le aveva riservato:

(…) il piccolo tempio dedicato a S. Anna (…) non ha importanza artistica.

Ancora en passant il nostro accenna alla presenza di due luoghi chiave dedicati all’accoglienza dei ragazzi più poveri: le Case Pie e il Refugio. Le prime, oggi distrutte, erano riservate alle ragazze e si trovavano in prossimità dell’attuale piazzetta d’ingresso del Polo dei Bottini dell’Olio, accanto alla Chiesa del Luogo Pio, oggi parte integrante degli spazi del Polo; il secondo, visibile sugli omonimi Scali poco distanti, era invece riservato ai maschi e consisteva anche di una scuola professionale intitolata ad Aristide Castelli (risalente al 1871, erede della precedente scuola di architettura e ornato fondata dal Michon).

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Il Refugio.

Piaggione de’ Grani

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Veduta degli Scali del Piaggione dei Grani verso il Ponte Santa Trinita e la Fortezza Vecchia. Fonte: La Vecchia Livorno.

Dalla Piazza del Luogo Pio procediamo lungo Viale Caprera per giungere ai resti del secentesco Ponte Santa Trinita, nei pressi di quello attuale costruito in tempi moderni (il vecchio fu demolito negli anni Quaranta, perché pericolante). Ai tempi della nostra guida la strada che abbiamo appena percorso corrispondeva agli Scali del Piaggione dei Grani, dal nome del vicino edificio adibito a deposito di cereali nelle apposite “buche”; grazie alle migliorie apportate nell’Ottocento dall’architetto Luigi Bettarini (1790-1850), queste “erano più di 500 e potevano contenere circa 300000 sacca di grano”, ma all’epoca della nostra guida si trovavano in stato di semi-abbandono.

Terminiamo la nostra tappa con una curiosità su quest’ultimo tratto appena percorso: oggi vediamo il canale lungo Viale Caprera più o meno come si presentava fino alla fine dell’Ottocento, ma ciò è il risultato di un ripristino avvenuto in tempi recentissimi: nel 1898, infatti, il canale fu interrato, rimanendo tale per più di un secolo. Il Viale Caprera di nuova costituzione, dunque, occupava anche lo spazio oggi percorso dall’acqua, decretando la scomparsa di diversi Scali, tra cui quelli del Luogo Pio, delle Case Pie, dei Bottini dell’Olio, del Piaggione, delle Saponiere.

Per approfondire

D’ANIELLO Antonia, Livorno, la Val di Cornia e l’Arcipelago. La storia, l’architettura, l’arte della città e del territorio. Itinerari nel patrimonio storico-religioso, Milano, Mondadori, 1999.
DEL LUCCHESE Aldo
Stradario storico della Città e del Comune di Livorno, Livorno, Belforte, 1973.
MARCHI VittorioGuida storica ed artistica di Livorno e dintorni in 17 itinerari, Livorno, Ente Provinciale per il turismo, 1981.
NOCERINO CORRADO, a cura di, Venezia. Storia di un quartiere, Livorno, Nuova Fortezza, 1990.
PANESSA GiangiacomoChiese a Livorno in età granducale. Secoli XVII-XIX, Livorno, Debatte, 2013.
PUCCI Flavio (… et al.), La chiesa di San Ferdinando. Scavi e restauri, Livorno, Edizioni Erasmo, 2011.

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