Su e giù per Livorno, TAPPA 30. Il Cantiere Orlando. Piazza Mazzini

La Piazza Micheli è separata dalla Piazza Mazzini, dagli Scali Cialdini e Novi-Lena e dalla Piazza Cappellini. A destra è il bacino di carenaggio, che prospetta il Cantiere Orlando.

Torniamo sui nostri passi e riattraversiamo il ponte che ci riporta verso Piazza Micheli: svoltiamo ora a destra e dirigiamoci verso Piazza Mazzini. La nostra guida in questo episodio si concentra sull’area che anticamente ospitava il Lazzeretto di San Rocco e che poi è stata occupata dal cantiere navale presente ancora oggi.

Per spiegare come si presentava la zona prima della costruzione del Cantiere, l’autore della nostra guida ricorre a un testo di Yorick del 1883, anno del varo della Corazzata Lepanto, costruita presso il cantiere livornese:

Una volta, quand’io ero sempre un monelluccio, […] quella località si chiamava il Lazzeretto di San Rocco, ed era infatti uno dei tre lazzeretti livornesi, destinati al ricovero, alla disinfezione, alla custodia degli equipaggi e delle mercanzie venuti di soprammare e obbligati alla quarantina.

Il Lazzeretto di San Rocco (santo protettore contro la peste) fu costruito tra il 1590 e il 1596 per volere del granduca Ferdinando I, dal momento che il precedente lazzeretto costruito presso il Fanale nel 1584 (sotto Francesco I) non era più sufficiente. Il Lazzeretto era separato dalla città da un fosso ed era attraversato da canali; al suo interno erano scali, piazzali, magazzini, case per i passeggeri, un ospedale, un cimitero e una piccola chiesa dedicata a San Rocco. Entro il 1649 il Lazzeretto fu fortificato e munito di bastione, così da servire da rivellino al vicino Forte di Porta Murata (già “San Bernardo”, in parte abbattuto a metà Ottocento per costruire la Darsena Nuova); ulteriori fortificazioni furono erette nel 1681 dal governatore Dal Borro.

A metà dell’Ottocento iniziò il declino del Lazzeretto di San Rocco: nel 1852 esso fu concesso all’ingegnere Victor Poirel per allestirvi il cantiere del Molo Nuovo; dieci anni più tardi il governo acquisì la struttura, adibendone una parte a cantiere militare col nome di Regio Cantiere di San Rocco.

La pianta del Cantiere quando esso fu ceduto ai fratelli Orlando nel 1866 (in alto) e trenta anni dopo (in basso). Fonte: L’ITALICO 1898.

Nel 1866 il Cantiere livornese fu ceduto a impresa privata; nello specifico fu ottenuto dai siciliani (emigrati a Genova) fratelli Orlando (Luigi, Salvatore, Paolo e Giuseppe) con una concessione di trenta anni, poi rinnovata.

Il primogenito Luigi, patriota e ingegnere navale (1814-1896), è considerato il fautore vero e proprio del cantiere che poi prenderà il nome della famiglia: una volta ottenuta la concessione, egli incaricò l’ingegnere Tommaso Mati di trasformare l’area del vecchio lazzeretto in un cantiere navale funzionale e al passo coi tempi; è in questo periodo che fu scavata la Darsena Nuova (abbattendo parte del Forte di Porta Murata) e che fu costruito il bacino di carenaggio.

In breve tempo il Cantiere Orlando ebbe uno sviluppo tale da essere guardato con ammirazione non solo a livello nazionale, ma anche dall’estero. Con alterne vicende esso è arrivato fino ai giorni nostri (ma con diversa proprietà) e, sebbene di molto ridimensionato (parte dell’area è oggi adibita a esercizi commerciali e abitazioni) e modificato nelle strutture rispetto al suo assetto ai tempi degli Orlando, possiamo ancora distinguerne alcune parti originarie.

Il monumento a Luigi Orlando come si presentava prima del recente restauro.

Se ci dirigiamo in Piazza Luigi Orlando (già Piazza Bellavista, dal 1896 col nuovo nome per onorare il direttore del Cantiere dopo la sua morte), possiamo vedere ciò che rimane del vecchio ingresso al Cantiere; davanti vediamo la scultura raffigurante lo stesso Luigi e opera del siciliano Lio Gangeri (1845-1913): da sottolineare come tale monumento sia sorto per iniziativa degli operai e impiegati del Cantiere, i quali dopo la morte del loro direttore costituirono un comitato per erigere un’opera in suo ricordo.

La facciata del Cantiere Orlando in una foto d’epoca (fonte immagine: La Vecchia Livorno).

Un’altra testimonianza del vecchio Cantiere Orlando è ancora visibile in Piazza Mazzini: sulla facciata dell’edificio che all’epoca ospitava la direzione del Cantiere vediamo ancora la lapide (con testo di Giovanni Targioni-Tozzetti) celebrativa della vita di Luigi Orlando, posta due mesi dopo la morte dello stesso.

Nonostante il patriottismo più volte dimostrato dall’anonimo autore della nostra guida nel ricordare personaggi o eventi del Risorgimento tutte le volte che ci siamo imbattuti in vie, piazze o monumenti a essi dedicati, in questo caso egli si sofferma sulla piazza intitolata a Giuseppe Mazzini solo per ricordare l’epigrafe dedicata a Orlando. Fino al marzo 1872 (a pochi giorni dalla morte del Mazzini) la piazza era nota come “Piazza di Marte“, poiché era utilizzata per esercitazioni militari. A ricordo dell’uomo politico è il monumento in mezzo alla piazza: collocato qui nel 1971, esso consiste di un piccolo busto (opera di U. Becchini) su una costruzione di blocchi di marmo disegnata dall’architetto livornese Giraldi.

Per approfondire

DEL LUCCHESE AldoStradario storico della Città e del Comune di Livorno, Livorno, Belforte, 1973.
L’ITALICO [PRIMO LEVI], Luigi Orlando e i suoi fratelli per la patria e per l’industria italiana. Note e documenti raccolti e pubblicati per voto del municipio livornese e a cura della famiglia, Roma, Forzani, 1898 (rist. anast. Livorno, Editrice Darsena Toscana, 1991).
MARCHI VittorioGuida storica ed artistica di Livorno e dintorni in 17 itinerari, Livorno, Ente Provinciale per il turismo, 1981.
WIQUEL Giovanni, Dizionario di persone e cose livornesi, Livorno, Bastogi, 1976-1985.

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