Su e giù per Livorno, TAPPA 17. La Cattedrale

La prima messa, secondo avverte il ch. ca. G. Piombanti, fu celebrata nel 1595, il 16 di aprile, ma fu consacrata solennemente e dedicata a S. Francesco il 19 di febbraio del 1606 da Monsignor Antonio Grimani, nunzio pontificio a Firenze, presenti il Granduca, la famiglia Reale e la Corte (…).

Voltiamo idealmente le spalle ai distrutti Tre Palazzi e dirigiamoci verso la Cattedrale di San Francesco, protagonista di Piazza Grande (già Piazza Vittorio Emanuele) nel suo assetto attuale. Seguiremo la nostra guida alla scoperta del Duomo e procederemo poi oltre nel tempo per vedere che cosa è accaduto nei decenni successivi alla pubblicazione del libro.

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Storia di un dipinto ritrovato

Conservata presso il museo civico di Villa Mimbelli, l’opera di Giovanni Fattori (1825-1908) del 1862 nota come Un episodio della battaglia di Montebello 1859 o Carica di cavalleria a Montebello (un olio su tela di dimensioni 204×290 cm) raffigura un episodio dell’omonima battaglia (20 maggio 1859), in cui l’esercito austriaco subì una prima sconfitta da parte di quello franco-piemontese. La tela fu realizzata tra gli anni 1861 e 1862 grazie a una sottoscrizione cittadina: la commissione, cioè, avvenne per l’iniziativa di un gruppo di cittadini che raccolse i fondi necessari alla sua esecuzione. Consegnato ai sottoscrittori alla fine del 1863, il dipinto fu da essi offerto al Comune di Livorno per la costituenda Pinacoteca Civica, in cui da allora l’opera è sempre stata fruibile. Solamente più di un secolo dopo, tuttavia, è venuta alla luce la sorpresa che il celebre dipinto celava.

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Su e giù per Livorno, TAPPA 6. In Via de Larderel e in Via degli Acquedotti

Da Piazza Carlo Alberto, chi guarda la statua di Ferdinando III di Lorena, volga a sinistra, ed entri nella Via de Larderel, una delle più lunghe e belle strade livornesi, così chiamata dai conti de Larderel (…).

Continuiamo a visitare i dintorni di Piazza della Repubblica. È questo il turno di Via de Larderel, per passare poi all’allora Via degli Acquedotti, ossia il tratto dell’attuale Viale Carducci che va dal Cisternone all’incrocio con Viale Ippolito Nievo e Viale Alfieri (tratto che portò anche il nome di “Via dei Condotti nuovi”).

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