Su e giù per Livorno, TAPPA 10. In via della Madonna – Lapide a Carlo Bini

Proprio in faccia alla Casa ove nacque l’eroe di Lissa, si apre la Via della Madonna (così chiamata dalla Chiesa dei frati Francescani dedicata alla Vergine) che giunge fino agli Scali S. Giovanni Nepomoceno – sul ponte è una non bella statua di questo Santo – e nella quale sono anche le chiese de’ Greci Armeni e de’ Greci Uniti o della S.S. Annunziata.

Voltiamo le spalle alla casa natale di Cappellini, o, meglio, all’edificio che oggi si trova al suo posto, per imboccare Via della Madonna. Questa strada è di particolare interesse, poiché ospita tre chiese di tre diverse confessioni: la Chiesa dei Greci Uniti o della SS. Annunziata, la Chiesa della Madonna e la Chiesa degli Armeni.

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Su e giù per Livorno, TAPPA 6. In Via de Larderel e in Via degli Acquedotti

Da Piazza Carlo Alberto, chi guarda la statua di Ferdinando III di Lorena, volga a sinistra, ed entri nella Via de Larderel, una delle più lunghe e belle strade livornesi, così chiamata dai conti de Larderel (…).

Continuiamo a visitare i dintorni di Piazza della Repubblica. È questo il turno di Via de Larderel, per passare poi all’allora Via degli Acquedotti, ossia il tratto dell’attuale Viale Carducci che va dal Cisternone all’incrocio con Viale Ippolito Nievo e Viale Alfieri (tratto che portò anche il nome di “Via dei Condotti nuovi”).

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Conosciamo Giovanni Battista Foggini

Ci concentriamo oggi su un personaggio molto attivo a Livorno a cavallo fra i secoli XVII e XVIII: il fiorentino Giovanni Battista Foggini, scultore e architetto di corte. Nato nel 1652 a Firenze, qui ricevette la sua prima formazione artistica da diversi maestri, fra cui lo scultore Jacopo Maria Foggini, suo zio.

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