Cominciamo il nostro viaggio nel tempo alla scoperta di Livorno: in questo primo episodio analizzeremo le teorie sulle origini del nome della nostra città e ci concentreremo sulla natura del suo territorio.
Livorno: l’origine del nome (toponomastica)

L’origine del nome “Livorno” non è certa. Tra le tante possibili varianti e definizioni vi sono quelle secondo cui l’origine sembra derivare da Liburnia, per cui s’ipotizza che qui vi fosse una stazione di liburne (navi da guerra del periodo dell’impero romano); altre ipotesi vedono derivare il nome dal nomignolo di Labrone, che fu dato al tempio consacrato a Ercole per la protezione dei naviganti. Inoltre, si registra la nomenclatura “Livorna” con gli etruschi o ancora troviamo forse origini nella lingua degli antichi liguri (orn – vaso/acqua/sorgente di Liv – un nome proprio tipico di quella popolazione): ciò indicherebbe che la conformazione del territorio poteva accogliere le loro barche.
Curiosità: dagli studi fatti sul territorio pisano-livornese, sembra che in epoca preistorica queste zone fossero abitate da cavernicoli di origine ligure, poi dagli etruschi e ancora dai liguri fino all’arrivo di Roma, che occupò questo territorio durante il II secolo a.C.

Natura geologica del territorio pisano-livornese

Il territorio livornese è un’ampia pianura costituita da roccia arenaria detta “panchina”. La zona pianeggiante è compresa tra una zona collinare a est e il mare a ovest, arrivando fino ad oltre le secche della Meloria. La panchina non si sviluppò nella zona del bacino dell’Arno a causa del suo naturale scorrere delle acque che impediva l’aggregazione del materiale calcareo, che invece attecchì sulle rive fino a modificarne il corso, spostandolo verso nord. Il Sinus Pisanus, nome che lo scrittore latino Tacito aveva dato alla baia, era abbastanza ampio e, sebbene i fondali non fossero molto profondi, consentiva il ricovero di un gran numero di navi.
Lentamente, con il trascorrere dei secoli, a causa dei detriti trasportati a valle dall’Arno, anche l’insenatura conosciuta dai Romani scomparve e al suo posto subentrò una laguna separata dal mare da un lungo cordone di sabbia, ostacolata nell’estendersi verso sud dagli scogli della costa livornese. La natura lacustre e poco ospitale della zona portava la gente a stabilirsi verso l’entroterra, sulle colline, dedicandosi all’agricoltura; solo i pochi che vivevano di caccia e pesca rimanevano in casupole nella laguna. Un segnale del fatto che nel medioevo la popolazione residente in queste zone fosse molto rarefatta deriva anche dalla scarsità di pievi e chiese a sud di San Piero a Grado fino a Montenero.
