Terminiamo il nostro rapido excursus sulle origini di Livorno analizzando la conformazione del territorio che ospiterà in seguito il porto cittadino.
Configurazione dell’assetto del territorio nel XIII secolo
Da evidenziare nell’immagine 1 (sotto, a sinistra):
- la linea di riva attuale (tratteggio) in avanzamento sul mare rispetto invece a quella del II e I sec. a. C., posta poco a occidente della Basilica di San Piero a Grado (Pisa);
- l’area di Livorno con panchina e sabbie in prossimità della costa, sotto a Stagno, e il substrato pre-tirreniano nell’entroterra.

Nell’immagine 2, invece, sono evidenti le torri di ingresso al porto pisano, in particolare:
- la Torre del Magnale (ad oggi scomparsa, sono rimasti solo dei resti nel porto industriale);
- la Torre del Marzocco (tutt’oggi esistente e compresa nel porto industriale), che fu costruita nel XV secolo sulle rovine della pisana Vermiglia.
Torre del Marzocco (XV secolo, autore incerto)
Di forma ottagonale, la torre è alta circa 54 m ed è rivestita in marmo bianco dei monti pisani. Su ciascuna delle otto facce è riportato il nome del vento corrispondente: Mezzodì, Iscilocho, Levante, Grecho, Tramontana, Maestro, Ponente, Gherbino.

I primi approdi portuali sulla costa etrusca: il porto pisano
Dalla carta dell’Italia Antiqua del geografo seicentesco Cluverio si ipotizza l’esistenza del porto pisano già in epoca etrusca e a sud di questo compare il villaggio e porto pisano presso Livorno.
Nel prossimo episodio vedremo più nel dettaglio come su questa tipologia di territorio si siano sviluppate le attività dal Medioevo in poi.


