Livorno da villaggio a castello – l’architettura difensiva

Nell’episodio precedente abbiamo visto le vicende storiche del porto pisano e del villaggio che era Livorno in epoca medievale e poi rinascimentale: oggi ci concentreremo sulle tipologie architettoniche legate a questi eventi.

Soltanto sulle coste tirreniche possiamo individuare 92 torri, la maggior parte delle quali risale al XVI secolo. Ciascuna di queste era disposta in modo tale che le guarnigioni potessero comunicare con quelle delle torri vicine attraverso l’uso di fuochi o spari di mortaretti; si creava così un ottimo sistema di vigilanza. I compiti d’avvistamento e di difesa erano quindi svolti dalla guarnigione sulla terrazza della torre, dove solitamente si trovava anche un casotto in muratura che fungeva da deposito per le polveri o per una garitta. La guarnigione viveva nella stanza sotto la terrazza, il torriere invece aveva la sua stanza al primo piano, in corrispondenza dell’entrata.

Disegno del Prof. Enzo Persico.

Le torri di questo periodo sono prevalentemente di pianta quadrata, ma esistono anche torri a base circolare e un numero minore a base poligonale. La torre a base quadrata era più facile da costruire, di conseguenza vi s’impiegava meno tempo rispetto invece a quella con base circolare, per la quale serviva più manodopera per la lavorazione delle pietre. La torre a base quadrata aveva gli spigoli rinforzati e resisteva bene ai colpi offensivi, ma aveva minore visuale di tiro rispetto a quella circolare: infatti in quest’ultima la guarnigione poteva vedere e colpire da qualsiasi prospettiva.

L’evoluzione delle tecniche di combattimento e dell’artiglieria vanno in parallelo con le trasformazioni architettoniche delle fortificazioni, delle torri e delle rocche; infatti, per rispondere al combattimento, la guarnigione aveva bisogno di un’adeguata struttura architettonica progettata seguendo le leggi della balistica, che resistesse bene ai colpi dei nemici, che garantisse una copertura di difesa e la possibilità di rispondere agli attacchi.

La struttura architettonica della fortificazione era creata tenendo conto dei sistemi di combattimento esistenti. In epoca medioevale, per esempio, si usavano armi come le balestre, la catapulta, i mangani e soprattutto era in uso la tecnica del “lancio piombante“, che interrompeva la scalata del nemico sulla cortina: questa particolare tecnica bellica consisteva nel lancio verso il basso del materiale più svariato. Da ciò possiamo dedurre che la difesa avveniva frontalmente o dall’alto. Le fortificazioni medievali erano costituite da un camminamento perimetrale superiore, o “terrazza”, che era costruito a sbalzo verso l’esterno ed era protetto da merli di coronamento; negli stessi camminamenti si trovavano anche dei fori detti “caditoie” o “traditori”, che servivano per il lancio piombante.

Disegni del Prof. Enzo Persico.

Tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV si ha l’introduzione dell’artiglieria: con l’uso delle armi da fuoco, quindi, si dovrà cambiare la morfologia delle strutture architettoniche affinché possano resistere meglio e rispondere con efficacia agli attacchi delle nuove armi. Le fortificazioni costiere dovevano ora essere in grado di resistere agli spari di cannone e alle mine, di consentire un’adeguata difesa dai proiettili d’archibugio e di fucile. Gli architetti del Rinascimento pensarono di compattare le forme

  • abbassando le torri;
  • irrobustendo le mura con murature poligonali dotate di fascia marcapiano e rinforzate alla base con “speroni” e “scarpe“;
  • creando i “terrapieni“, che hanno funzione assorbente;
  • trasformando i merli di coronamento in “merloni“.

La “difesa piombante” fu sostituita dalla “difesa di fiancheggiamento“, con il tiro teso e quello curvo, per cui l’architettura doveva garantire un sistema di copertura da ogni parte. L’architettura militare del Rinascimento creò il “bastione a pianta pentagonale“, in cui era compreso un robusto terrapieno; questa novità in campo architettonico legata alle strategie militari si diffuse presto in tutta Europa. Il bastione del Rinascimento permetteva la posizione dei pesanti cannoni e tra i suoi elementi principali vi erano le “cortine“, tratti rettilinei della cinta muraria. La guarnigione era collocata nel fianco ritirato e nella piattaforma, più precisamente nella gola del bastione, dove vi erano anche i cannoni pronti per l’attacco.

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