Negli episodi precedenti abbiamo visto la nascita di Livorno come villaggio legato al porto pisano: oggi ci concentreremo sullo sviluppo di questo insediamento fino ad arrivare al rango di città.
La Livorno Medicea

- Nel 1421 Firenze acquisisce Pisa e Livorno dai Genovesi.
- Nel 1573 Cosimo I de’ Medici decide di istituire a Livorno un grande scalo marittimo, a seguito dell’interramento del porto pisano. Il collegamento con Pisa venne assicurato dal canale dei Navicelli, terminato tra il 1573 e il 1576; ciò almeno fino al 1690 quando si interrompono tali collegamenti e Livorno diviene interamente area del porto franco.

- Nel 1565 si attuò una riforma dell’ordinamento doganale per la quale Livorno divenne un porto franco. L’obiettivo era quello di potenziare lo scambio tra il mediterraneo musulmano e i porti dell’Europa del nord. Cosimo I cominciò a pensare a dei privilegi di accoglienza e libertà per i vari culti e popoli che volevano vivere a Livorno, in modo da accrescerne il villaggio. Obiettivi che successivamente si realizzarono grazie alla politica mercantile di Ferdinando I.

- Nel 1577 si posa la prima pietra per fondare la città di Livorno. In questo periodo a regnare è Francesco I, figlio di Cosimo I de’ Medici, ma la spinta maggiore per l’avvento di Livorno città si ha con Ferdinando I che chiama grandi architetti ad affiancare il lavoro urbanistico iniziato dal Buontalenti.
Come si configurava inizialmente Livorno

Curiosità: l’Istituzione dell’Ordine di Santo Stefano Papa e Martire

Cosimo I nel 1561 volle celebrare le due vittorie (vedi a lato), avvenute entrambe nel giorno di culto dedito a Santo Stefano Papa e Martire (il 2 agosto). Per l’occasione creò un Ordine cavalleresco con il fine di difendere le coste dalle incursioni barbariche e liberare i Cristiani dalla potenza ottomana. La sede dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano papa e Martire era a Pisa, mentre a Livorno vi era la sede navale. Nel 1562 fu affidata all’Ordine una squadra navale, che nel 1571 (tempo della Battaglia di Lepanto) contava 2 galeazze, 12 galere, 2 galeoni d’alto bordo, 6 fregate, 2 brigantini e molte navi da trasporto; contava 2500 rematori, 900 marinai e 100 cavalieri dell’Ordine. I cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano, per conto del Granducato di Toscana, furono chiamati a combattere proprio nella Battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571, tra le flotte Ottomane e quelle Cristiane della Lega Santa: Repubblica di Venezia, Impero Spagnolo, Stato Pontificio, Repubblica di Genova, Ducato di Savoia, Ducato di Urbino, Granducato di Toscana, Ordine di Malta.
La città Rinascimentale

L’Architetto del Granducato di Toscana Bernardo Buontalenti intorno al 1576 disegnò una città su modello manierista, a forma pentagonale con il vertice rivolto a Sud, con la prima Fortezza (la Vecchia) ad Ovest, rivolta al mare, e la seconda Fortezza (la Nuova) verso Est. Durante i venti anni del regno di Ferdinando I si realizzarono grandi opere, tra cui cinque chilometri di cinta muraria e il Fosso Reale di comunicazione tra il mare e la Fortezza Nuova.

