Le prime comunità a Livorno, le leggi Livornine

Nel capitolo precedente abbiamo cominciato a delineare la strategia di Ferdinando I per incentivare l’aumento demografico di Livorno. Oggi vedremo un altro elemento di questo processo che è stato fondamentale per il successivo sviluppo della città.

La comunità ebraica a Livorno

Anche il coinvolgimento della popolazione ebraica fu un obiettivo di Ferdinando I ed elemento costitutivo del ripopolamento di Livorno. Mediamente infatti, se da un lato gli ebrei erano strenuamente vittime di persecuzioni ed emarginazioni in tutta Europa, dall’altro Ferdinando riconobbe in loro profonde doti tecniche nella fabbricazione del sapone e nella lavorazione del corallo, oltre ad uno spiccato senso del commercio; la loro esperienza, ricca di legami avviati con il Levante e l’Africa del nord, era dunque funzionale alla crescita dell’attività economica di Livorno, che alla fine del Cinquecento vedeva ancora troppi grandi mercanti preferire la vicina Pisa.

Tra i vari luoghi di culto dei diversi popoli che stavano abitando Livorno, costruiti fin dai primi anni del Seicento, vi fu anche la costruzione della Sinagoga, che sorgeva nella parte più abitata dagli ebrei in quel periodo, ovvero dietro al Duomo. La scelta di collocare qui la Sinagoga aveva due scopi: concentrare l’attenzione degli ebrei verso questa zona, più lontana dalla principale via Ferdinanda (attualmente via Grande) e favorire qui la realizzazione del quartiere ebraico.

La Sinagoga come si configurava prima dell’attuale (moderna). Fonte: Wikipedia.

La prima legge Livornina

I privilegi, i condoni e la libertà di culto offerti agli immigrati ebrei e non nel porto del Granducato di Toscana furono ben espressi già con la prima legge Livornina del 1591, e ampliata nel 1593.

Nel 1593 con Ferdinando I si emanò la legge Livornina che “assicura ogni libertà e ogni ben di Dio a chiunque venga a respirare l’aria grave di Livorno”.

Il Serenissimo Gran Duca (…)

A tutti Voi Mercanti di qualsivoglia Nazione, Levantini, Ponentini, Spagnuoli, Portughesi, Grechi, Tedeschi, Italiani, Ebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani, dicendo ad ognuno di essi salute (…) per il suo desiderio di accrescere l’animo a forestieri di venire a frequentare lor traffichi, merchantie nella sua diletta Città di Pisa e Porto e scalo di Livorno con habitarvi, sperandone habbia a resultare utile a tutta Italia, nostri sudditi e massime a poveri (…).

La Livorno Medicea: riepilogo

Nel prossimo episodio incontreremo alcune delle altre comunità che si sono stabilite a Livorno in questo periodo, prosperandovi e arricchendo la città con i loro luoghi di culto.

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