Abbiamo visto che tra le altre opportunità che offriva Livorno a livello commerciale vi era anche la libertà di professare i propri culti religiosi. Per questo motivo troviamo ancora oggi vari luoghi di culto e sepoltura dediti ai diversi culti provenienti dalle varie Nazioni e perciò si parla anche della “Livorno delle Nazioni“.
I luoghi di culto e di sepoltura

Ricordiamo alcuni di questi luoghi di culto:
- la chiesa delle Nazioni (o della Madonna), su progetto del Pieroni, con i suoi altari in marmi policromi finanziati appunto dalle varie nazioni che l’hanno realizzata;
- la chiesa degli Armeni, vicino a quella della Madonna, oggi sconsacrata;
- la chiesa dei Greci Uniti, vicino a quella della Madonna, anch’essa del Pieroni e altri autori, sia per il disegno della facciata, sia per l’iconostasi al suo interno e per il soffitto cassettonato;
- la chiesa dei Greci ortodossi, oggi non più esistente, un tempo nel luogo dove oggi sorgono il Palazzo del Governo e dei Portuali, nella zona del vecchio Ospedale Militare;
- la chiesa degli Olandesi, in stile neo-gotico;
- la chiesa Valdese;
- la Sinagoga, ricostruita in calcestruzzo armato nella metà del Novecento e che è andata a sostituire la precedente (distrutta) in muratura.
Per i luoghi di sepoltura ricordiamo invece i cimiteri:
- degli Olandesi,
- dei Greci,
- degli Inglesi,
- degli Ebrei.
Il caso di Via della Madonna



La Chiesa degli Armeni era a croce latina con grande cupola sostenuta da quattro archi, di cui purtroppo oggi ci rimane solamente la facciata, poiché l’edificio originario, danneggiato durante la guerra, fu demolito dopo il secondo conflitto mondiale (quello che vediamo oggi è di moderna costruzione).
CURIOSITÀ: il tema delle pietre “perdute”. Successivamente ai danni di guerra, molti reperti e parti di monumento sono andati in parte perduti, altri accorpati o utilizzati per le ricostruzioni, altri ancora perduti in parchi, giardini, cimiteri e persino sulla costa tra gli scogli. Alcune volte sono stati ritrovati i loro luoghi di origine grazie all’interessamento di ricercatori e studiosi che ne hanno saputo ritrovare e riconoscere l’appartenenza.

La Chiesa della Madonna ospita al suo interno gli altari di alcune nazioni straniere, costituendo una delle prime importanti testimonianze del passato cosmopolita della città. Il progetto fu redatto dal Pieroni, i lavori di costruzione iniziarono nel 1607. La chiesa fu restaurata dapprima nel 1860 e in seguito nel 1902, quando fu dotata di illuminazione elettrica. Un ulteriore restauro si ebbe a seguito dei danni riportati durante la seconda guerra mondiale. Nell’occasione, la facciata, originariamente ad intonaco in cui risaltava il portale, fu ricoperta da lastre di travertino. Un ultimo restauro si è concluso il 20 aprile 2013.
Per quanto riguarda, infine, la Chiesa dei Greci Uniti, invitiamo alla lettura del nostro precedente approfondimento.
