L’elevazione di Livorno da castello a città passò dalle importanti politiche economiche e di ripopolamento attuate sul finire del XVI secolo; queste furono sostenute anche da un intensivo intervento urbanistico, campo in cui lo stesso Ferdinando I investì le maggiori energie.

Queste operazioni si articolavano in tutti gli ambiti di interesse: da quello militare, volto alla sicurezza del porto e del villaggio, a quello civile, in funzione dell’incremento di popolazione e dell’accoglienza degli immigrati; dalle opere pubbliche che interessavano il porto e i commerci, all’ambito religioso con cui il piano strutturale volle dare risalto a tutti i credi di Livorno con la costruzione dei rispettivi luoghi di culto.
Con buona parte dei lavori di accrescimento della città, portati avanti poi da Cosimo II (figlio di Ferdinando I), si osserva l’evolversi di una ricca città mercantile, pensata appunto per sfruttare le vie d’acqua e far fluire i flussi commerciali: il mare, il porto, i fossi, i canali, la città su due livelli, gli scali, i ponti, le cantine per il deposito, i magazzini, i bottini, ecc. fornivano una sorta di proiezione del porto nella città stessa. Quelli che inizialmente erano i fossi circondari di difesa delle mura divennero delle vie d’acqua per il commercio e contribuirono così a spostare verso l’interno la vita cittadina.
Tutto ci porta alla mente un brulicare di attività portuali e commerciali, accompagnato dalla tolleranza religiosa. Il cuore di questo fermento fu il quartiere della Venezia Nuova, realizzata su richiesta degli stessi mercanti.
Se negli eposodi precedenti abbiamo analizzato le architetture di ambito religioso, andremo ora ad occuparci delle opere inerenti agli altri settori.
Premessa: la Fornace Medicea

Strutture e infrastrutture militari
NOTA. Con il termine “infrastrutture” si indicano quegli interventi a scala urbana, utili per i cittadini ad esempio per la loro circolazione: strade, ponti, fossati, canali, ecc. (queste possono essere considerate opere pubbliche e/o di provenienza militare).
La nuova gestione di Ferdinando I (succeduto a Francesco I nel 1587) mosse i suoi primi passi sotto il profilo della sicurezza, prevedendo un ampliamento sotto due importanti aspetti: potenziando le fortificazioni a sud est, da un lato, e introducendo strutture di controllo rivolte verso l’interno della città, dall’altro.

Queste ultime fecero parte di un grande progetto i cui disegni erano già stati in parte realizzati da Buontalenti, e la cui supervisione dei lavori fu commissionata nel 1590 al fratellastro di Ferdinando I, tale Don Giovanni De’ Medici (figlio di Eleonora degli Albizzi e Cosimo I), ingegnere militare, supportato poi da Cogorano; il completamento di questa opera di architettura militare si compì nel 1594, e prese il nome di “Fortezza Nuova“. Passo immediatamente successivo fu la realizzazione e l’ampliamento dei fossati intorno alla città e alla fortezza stessa, fino al 1597.


Nel 1594, altro spazio importante dedicato alle funzioni militari fu la realizzazione di una piazza d’armi, secondo il progetto dell’ingegner Claudio Cogorano, in posizione centrale rispetto alla rete viaria e destinata allo stazionamento dei soldati in attesa di imbarco. Essa tuttavia assunse anche un profilo civile e religioso in quanto sede della nuova chiesa fatta costruire in quegli anni: il Duomo.


