Il porto ottocentesco

Nello scorso episodio abbiamo cominciato a vedere alcuni mutamenti avvenuti in città nel Diciannovesimo secolo. In particolare, abbiamo cominciato a vedere come l’Unità d’Italia abbia portato una serie di cambiamenti nell’assetto economico cittadino, dovendosi la città adattare al contesto unitario: analizzeremo oggi le trasformazioni avvenute in questo periodo nell’ambito del porto.

L’abolizione del porto franco

Il fattore di rilievo è l’abolizione delle franchigie:

  • Si realizza il sistema doganale unificato che porta all’abolizione delle franchigie.
  • Dal 1868 entra in vigore il provvedimento di abolizione dello stato di porto franco. Ciò portò delle ripercussioni per l’importazione delle materie prime e le esportazioni delle materie finite per quelle aziende che fino a quel momento si avvalevano delle franchigie e dei privilegi marittimi che caratterizzavano il porto franco. In questo modo, però, si permetteva l’attuazione di un miglioramento delle attrezzature portuali, maggiori collegamenti ferroviari e commissioni per le industrie che ne facilitassero lo sviluppo. Si crearono dei magazzini generali accessibili, mediante banchine, ai bastimenti a vapore; ciò in seguito si concretizzerà nella richiesta dell’istituzione di un Punto Franco.

I lavori sul Porto – la costruzione delle dighe

  • Con il progetto dell’Ing. Poirel si prevede la realizzazione di una diga rettilinea protesa per circa 600 m in direzione est-ovest a nord del Molo Cosimo e un antemurale curvo (poi denominato diga curvilinea) in direzione sud-nord, lungo circa 1000 m. Quest’ultimo era da edificarsi in mare aperto a protezione del porto, a circa 500 m ad ovest del Molo Cosimo. I lavori proseguirono con una notevole sollecitudine, talché nell’estate del 1858 la Diga Curvilinea poteva dirsi compiuta.
  • Durante il Regno d’Italia si costruiscono anche la Diga della Vegliaia (1888-1890) e la Darsena Nuova, adiacente al Cantiere Orlando con l’annesso bacino di carenaggio (1864-1867), prolungato poi nel 1888.
  • Successivamente, con il Piano Cozza (primo piano regolatore del porto) dei primi del Novecento si prevede la costruzione di nuove dighe (Meloria e Marzocco) a nord del Porto Vecchio.
La Diga della Vegliaia.

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